Kiki e l’osteopata (1° parte)

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Abbiamo intervistato Mauro Provera, che insegna ai genitori come
meglio allenare i propri bambini affinché crescano senza tensioni
muscolo scheletriche e perché no, anche emotive.

Abbiamo portato Kiki da lui dopo circa venti giorni
che era nata, e ora ci continuiamo a passare regolarmente.

Grazie a Mauro che ha risposto alle nostre domande, che pubblicheremo
in due parti, e soprattutto grazie per la gentilezza con la quale
ogni volta ci accoglie, ci parla, ci spiega, ci cura e rilassa.

Parlaci un po’ di te, di quelle che fai,
perché e come ti sei avvicinato all’osteopatia

Sono Mauro Provera, ho 51 anni, vivo e lavoro a Mondovì,
dove ho avuto la fortuna di conoscere una donna straordinaria,
Elisa, mia moglie da quasi 20 anni, che mi ha regalato
i quattro gioielli della nostra vita. 

Vi ho detto un po’ chi sono e ora vi dirò cosa faccio. Molte persone si presentano
riconoscendosi in ciò che fanno, io preferisco sempre distinguere ciò
che ognuno di noi è da ciò che ognuno di noi fa. Fare l’osteopata
significa prendersi cura della salute della persona. Portare un’attenzione
particolare al paziente, nelle sue difficoltà muscolo scheletriche, viscerali
e cranio sacrali e sulla base dell’anamnesi effettuare tecniche di medicina
manuale, eliminando il motivo scatenate del dolore.

Molte persone si presentano, ad esempio, manifestando un dolore alla spalla
sinistra o dolore dorsale, senza problematiche ortopediche che giustifichino
il dolore stesso. Nell’anamnesi è opportuno valutare eventuali correlazioni
con l’apparato digerente, con quello cardio- vascolare o con quello
polmonare, in quanto l’informazione nervosa è la stessa che dà informazioni
alla spalla sinistra e al tratto dorsale medio. Prima di trattare la spalla
stessa è quindi fondamentale risolvere l’eventuale problematica
viscerale, con delle tecniche manipolative specifiche.

“I tessuti hanno memoria e tutto rimane impresso”,
ci parli di questa connessione e della relazione
che intercorre tra il cranio e la nostra salute?

Il cranio ospita tutte le strutture neurologiche che permettono l’integrazione
di tutte le informazioni che ricevono i nostri sensi. Le strutture responsabili
di tali informazioni sono i nervi cranici e quelli periferici che, come tante strade,
portano informazioni chimiche, ormonali ed emozionali al sistema nervoso centrale.
Qui saranno codificate e intrecciate, in base alle esperienze vissute,
per manifestarsi in un comportamento, un’emozione. 

Nel neonato le informazioni esperienziali sono passate attraverso le emozioni
vissute dalla mamma, dal giorno in cui lo spermatozoo ha incontrato l’ovulo.
Certo l’impronta genetica sarà molto importante nella crescita del neonato
ma le informazioni ricevute durante la gravidanza, attraverso le sostanze
ormonali disciolte nel sangue, condizioneranno il comportamento
del neonato stesso.

Ecco, forse questa è la strada della “memoria”. La calma e la tranquillità
di una mamma si manifestano con la calma e la tranquillità nel bambino.

Briaglia

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