Kiki e l’osteopata (2° parte)

Abbiamo intervistato Mauro Provera, che insegna ai genitori come
meglio allenare i propri bambini affinché crescano senza tensioni
muscolo scheletriche e perché no, anche emotive.

Abbiamo portato Kiki da lui dopo circa venti giorni
che era nata, e ora ci continuiamo a passare regolarmente.

Grazie a Mauro che ha risposto alle nostre domande, che pubblicheremo
in due parti, e soprattutto grazie per la gentilezza con la quale
ogni volta ci accoglie, ci parla, ci spiega, ci cura e rilassa.

L’osteopatia si prende cura dell’uomo considerandolo come
un’unica unità funzionale di corpo, emozioni, mente e spirito.
Il parto come può influire su questo equilibrio?

Il parto è un trauma! Si pensi solo che normalmente la circonferenza
media della testa di un neonato è 12 cm, la massima dilatazione del canale
del parto è 10 cm. Dunque, perché si possa nascere, si deve passare da un porta
molto molto piccola e stretta. Le ossa del cranio in età neonatale sono
enormemente elastiche e separate tra di loro con le suture, articolazioni
che ne permettono un movimento importante. Se durante il parto la posizione
della testa del neonato non è perfettamente posizionata ecco che si potranno avere
compressioni di alcune ossa. Tali ossa, offrendo passaggio a nervi responsabili
della mobilità della lingua, per esempio, rendono più difficile la suzione
del neonato. L’osteopata, conoscendo l’anatomo fisiologia del
movimento di tali strutture, con le mani, cercherà di
restituirne la normale funzionalità.

Camminare regolarmente durante la gravidanza e anche dopo
portando in fascia o nel marsupio il neonato già dalle prime
settimane di vita come influisce sulla sua salute?

Camminare regolarmente significa permettere alle caviglie di svolgere un compito
molto importante che è quello di permettere il ritorno dei liquidi corporei dell’arto
inferiore, del sangue e della linfa alle regioni di riassorbimento e produzione.

Chi cammina difficilmente avrà le caviglie gonfie. La linfa (prodotta dalle ghiandole
linfatiche) che ha la funzione di monitorare e proteggere gli apparati da stati
infiammatori e dagli attacchi di batteri e virus, insieme ai globuli bianchi,
rappresentano la difesa della salute del nostro corpo. 

Ecco che una mamma che sta bene produrrà un latte sano e ricco di sostanze
nutritive che manterranno il piccolo in salute perfetta. Portare il piccolo nella
fascia certo è più comodo perché permette di avere le mani libere e permette una
trasmissione di calore corporeo più equilibrata. Non dimentichiamo che gli ormoni
passano attraverso un contatto corporeo. Il neonato potrà continuamente sentire
il battito cardiaco della mamma, ritmo che lo ha accompagnato sin dai
primissimi giorni della sua fecondazione. In base a quel ritmo potrà
aver capito se la mamma è preoccupata, è agitata,
dorme o è sveglia.

Sicuramente il ritmo cardiaco della mamma è quello che per gli adulti è l’orologio,
un orologio però che non solo ti indica che ore sono, ma ti dice anche lo stato
d’animo di quella persona, che fino a pochi giorni prima faceva parte
di un’unità integrata unica: la mamma con il pancione.

I primi 40 giorni e i primi mesi di vita, come padre
e come osteopata, quali i consigli? Cosa non sottovalutare?

I primi mesi di vita sono meravigliosi ma anche molto faticosi.
La fatica coinvolge completamente la mamma: fisicamente, psicologicamente,
ormonalmente, neurologicamente , endocrinologicamente. Il nuovo cambiamento
fisico, la completa dipendenza reciproca con il nuovo arrivato, un nuovo equilibrio
da ritrovare con il coniuge e con i fratellini, se già ci sono, gli ospiti, la casa,
le abitudini, gli orari, la stanchezza. In questo arcobaleno di eventi
il marito vive la metamorfosi da figlio a padre, da amante a compagno,
da unica luce per la sua amata a crepuscolo che deve illuminare ma non accecare.
Il padre, come il vetro di una finestra, deve proteggere dall’ambiente esterno
ma permettere alla luce di filtrare nella ”nuova casa”. Mamma e nuovo nato
formano un elemento unico. Il padre deve quindi assumere un ruolo
diverso, nuovo. Non sottovalutiamo quindi l’umore del papà e della mamma,
non sottovalutiamo l’attenzione reciproca, non sottovalutiamo
la fatica meravigliosa che li ha travolti. 

Campagna marchigiana

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