Quello che conta

Siamo appena rientrati. Un paio d’ore fuori casa, un ristorante non troppo affollato,
un menù da leccarsi i baffi, una cara amica, indossare i vestiti “buoni”
(come si diceva una volta), una domenica anomala per noi,
così poco mondani…

Ricordo le lunghe domeniche, da piccola, coi piedi sotto il tavolo,
le cene con gli amici di mio padre, giocare a calcio con una mollica di pane,
le porte costruite con degli stuzzicadenti. Disegnare coi denti della forchetta
sulla tovaglia lasciando un solco nella stoffa, impilare le briciole
di pane in piccole torri e aspettare l’arrivo del dolce.

Ma ora Kiki la moda è passata, i bambini si intrattengono al tavolo
con piccoli televisori portatili, così bravi, fermi e silenziosi…

E allora penso di mettere questo pezzo di Luigi Tenco,
mentre abbozzo una cena leggera, miso e verdure al vapore.
Metto l’acqua nella pentola e mi chiedo cos’avrai avuto tanto da guardare
oggi Kiki… e mi riprometto che non ti regalerò uno di quei piccoli televisori,
e forse non ti porterò così spesso al ristorante (mi piace cucinare a casa e vorrei
farti assaggiare prelibatezze cucinate con amore). Non so se ti piacerà andare
al ristorante o cosa ti resterà delle nostre domeniche però una cosa è certa:
voglio che al posto di un silenzio tecnologico, tra noi ci sia fresca complicità.

Sara

Luigi Tenco

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