Il gioco simbolico

Sull’importanza del gioco simbolico (il tipico «fare finta di» dei bambini) non si scriverà mai abbastanza. È al centro della nostra attività di ricerca filosofica nel campo dell’educazione.

Nonostante sia spesso considerato un’attività solitaria, per lo più svolta dal bambino nel chiuso della sua cameretta, questo gioco ha un’origine prettamente sociale, quale rappresentazione offerta a beneficio di altri (spettatori o partecipanti al gioco).

I bambini assumono con loro stessi, con i compagni e con gli astanti,  l’impegno a trattare la finzione il più realmente possibile! 

Perché? Semplice: perché altrimenti non sarebbe divertente! Sarebbe come andare al cinema pensando di continuo che tutto quello che si sta guardando è finto, o come leggere un libro senza dimenticare mai che tutto quello che c’è scritto è una pura invenzione dell’Autore: non sarebbe divertente… In altre parole, se il bambino dice che la scopa è un cavallo occorrerà attenersi a quella regola per far funzionare le cose. Si dovrà trattare la scopa da cavallo, punto. È a quel punto che si crea una funzione di status. Funzione che, per chi conosce il gioco, lega l’elemento “scopa” all’elemento “cavallo”, senza possibilità d’errore o confusione!

Funzioni come quella, create sul piano dell’immaginazione nel momento del gioco, non sono altro che le antecedenti temporali di funzioni che ben conosciamo e che abbiamo iniziato a giocare da adulti… e giochiamo tutt’ora! Ad esempio, c’è un gioco… (non so se lo conoscete) che lega dei pezzi di carta colorata a una regola.  La regola è che se io ti do un pezzo di carta tu devi darmi delle arance, che sono molto più utili e buone della carta!
Questo pezzo di carta si chiama denaro.

Occorre ricordare che queste funzioni di status basate sull’immaginazione
sono anche fortemente normative, tanto che se qualcuno non rispetta le regole del gioco (per quanto, appunto, di gioco si tratti) le persone, di solito, non la prendono bene! I bambini si arrabbiano e si oppongono con tutte le loro forze, gli adulti possono fare di peggio… (guerre, addirittura!).

Giocare di finzione, quindi, prepara il bambino ai giochi della società degli adulti, rendendoli persone più capaci di adattarsi e di cavarsela nel mondo… Più giocano, più saranno motivati e abili nella società che li attende (in questa società). Questo non significa che i giochi degli adulti siano buoni e giusti e che saperci giocare sia un bene assoluto. Ma qui non esprimiamo giudizi di merito, ciascuno può farlo da sé. Certo è che la finzione caratterizza la vita dell’uomo tanto quanto la realtà (se non di più, a volte) e il gioco è quanto di più serio impegni l’uomo!

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